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Presicce è una cittadina del basso Salento, che dista circa 70 Km da Lecce e che fa parte dei comuni appartenenti alla cosiddetta regione delle serre salentine. La sua vicinanza al mare, la sua storia e i suoi monumenti architettonici, la rendono una delle cittadine salentine più belle da visitare.

Il borgo si integra alla perfezione con lo spettacolo naturale che il Salento ha da offrire, in quanto si trova in una vallata particolarmente ricca di acqua, dominata dalla Serra di Pozzomauro: un’altura organizzata in terrazzamenti e muretti a secco, in cui è presente una folta vegetazione di macchia mediterranea, di uliveti secolari, pini e querce.

A Presicce sono presenti architetture appartenenti a diverse epoche e che rispecchiano stili e tipi di scultura diversi. Sicuramente, una delle strutture più interessanti è la Chiesa Madre di Sant’Andrea Apostolo, all’interno della quale sono conservati alcuni dipinti dell’artista Giovan Battista Catalano.

Tra le architetture civili, invece, è da ricordare il Palazzo Ducale, realizzato in epoca Normanna, e Casa Turrita, un’antica torre che aveva funzione di difendere il paese dagli attacchi dei nemici e è possibile visitare. Oltre all’architettura e ai palazzi, è possibile visitare anche i siti archeologici, come Specchia di Pozzomauro e il Pagliarone di San Mauro: una delle più grandi costruzioni rurali, realizzati interamente in pietra leccese.

Presicce: la città degli ipogei.

La fama di Presicce, tuttavia, non è data dalle sue caratteristiche naturali e architettoniche, ma dalla presenza dei frantoi, i quali le hanno fatto guadagnare il titolo di “Città degli Ipogei”.

Infatti, grazie al clima caldo e alla presenza di un territorio decisamente fertile, è stato possibile incrementare la produzione di vino e soprattutto di olio d’oliva. La maggior parte dei frantoi risalgono al XI-XIII secolo, quando si diffusero in concomitanza allo sviluppo economico del paese. Vennero scavati direttamente nella roccia e presentano forme diverse. I “trappeti” (frantoi, in dialetto salentino) vennero costruiti inizialmente sulle pendici delle Serre di Pozzomauro, lontani dal centro abitato, tanto che si pensa che i primi agricoltori si erano dedicati alla vita eremitica.

In seguito, vista l’urbanizzazione e la necessità di spostare il processo produttivo verso i centri abitati, ed in seguito al prosciugamento della palude “Arnea”, sono iniziati a nascere i primi frantoi anche all’interno del borgo cittadino. Questa esigenza nacque anche dal fatto che nei vecchi frantoi scavati nella roccia era impossibile introdurre i macchinari di nuova generazione, come i torchi, dunque queste strutture vennero abbandonate e si iniziò a lavorare all’interno della cittadina.

Oggi questi frantoi antichi sono stati ristrutturati e rivalorizzati dopo che, subito dopo il loro abbandono, erano stati utilizzati come cantine o discariche. È stato, infatti, costruito un percorso sotterraneo che permette di visitare tutti i vecchi frantoi ipogei, trasformando questo circuito in uno dei luoghi più visitati del Salento. Le strutture moderne, invece, si trovano in zone molto meno isolate e presentano tutti i macchinari più tecnologici per la produzione del migliore olio d’oliva della nazione. Molte di queste strutture offrono un servizio che permette ai visitatori di fare un giro turistico del frantoio e di capire come avviene la produzione dell’olio d’oliva in tutte le sue fasi più importanti.

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