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I prodotti enogastronomici salentini rappresentano un’opportunità incredibile per conoscere da vicino e a fondo il “tacco d’Italia”. E un vino DOC del calibro del Salice Salentino incarna alla perfezione le incredibili tradizioni della “terra dei due mari”. Oltre al classico itinerario turistico, fatto di mare e di spiagge, per scoprire cosa hanno da offrire Lecce e Brindisi, a nostro giudizio, vale la pena godersi qualche giorno di vacanza alla scoperta del Salice Salentino DOC.

Salice Salentino DOC: ne esistono 6 differenti tipologie

Di questo vino di qualità, che dal 1976 può fregiarsi della denominazione di origine controllata (DOC), ne esistono ben 6 tipologie:

  1. rosso;
  2. bianco;
  3. rosato;
  4. pinot bianco (disponibile anche nella versione spumante);
  5. aleatico dolce;
  6. aleatico liquoroso dolce

Produzione del Salice Salentino DOC

L’hinterland di Brindisi e di Lecce rappresentano i territori dove avviene la produzione del Salice Salentino DOC. Si tratta di un’area dove la produzione dei cosiddetti vini sostanziosi rientra tra le principali attività economiche.

Merito del fatto che il mare nei paraggi contribuisce in modo attivo al clima particolarmente propizio. Le uve Negramaro e Malvasie, che costituiscono in gran parte questo vino, sono conosciute in tutto il territorio nazionale. Nello specifico, è il comune di Guagnano, a nord-ovest di legge, quello con maggiore estensione di vitigno Negramaro.

Abbinamento ideale

Il Salice Salentino DOC, essendo un vino dal sapore vellutato e robusto, si addice perfettamente all’abbinamento con la selvaggina, con gli arrosti e con i formaggi forti.

Salice Salentino: storia

Le origini del Salice Salentino DOC vanno fatte risalire al Senatore Arcangelo de Castris che, tramite la sua impresa vinicola, nota come Leone de Castris, aveva avuto il merito di far conoscere i sapori di questo vino robusto e vellutato sia in ambito nazionale sia a livello internazionale.

D’altronde, sono pochi i vini che possono vantare una storia prestigiosa come quella del Salice Salentino DOC: basti pensare che la cantina, fondata nel 1665 dal duca Oronzo Arcangelo Maria Francesco de Castris, è tra le più antiche in assoluto. Le esportazioni iniziarono verso la fine dell’Ottocento: questo vino ebbe successo dapprima in Francia e in Germania e pochi anni dopo nei Paesi d’Oltreoceano.

Fu il mercato statunitense uno di quelli che apprezzò maggiormente un vino che incarna alla perfezione i valori e la tradizione enogastronomica del Salento. Tuttavia, la svolta si ebbe solamente nel 1943, con la nascita del Five Roses. Si trattò del primo vino rosato che venne imbottigliato e esportato negli Stati Uniti d’America.

Per una vacanza alla scoperta del territorio e della zona è possibile soggiornare presso il Leone de Castris Wine Hotel (https://www.leonedecastriswinehotel.com). Tra degustazioni in cantina e tour guidati si potranno sapere segreti e aneddoti dell’antica azienda vinicola.

Salice Salentino: cosa sapere prima di acquistarlo?

Il rosso, il bianco e il rosato sono considerati fra i migliori nettari prodotti in Puglia. Il Salice Salentino rosso si caratterizza per riflessi tendenti al rubino e all’arancione. La sensazione data al palato è semplicemente soave: in molti lo considerano infatti il classico vino pieno e secco. Altri, invece, sono soliti catalogarlo come un vino morbido, dolce e allo stesso tempo vigoroso.

Il periodo di affinamento, di durata minima pari a 8 mesi, consente a questo vino di beneficiare di profumi particolarmente intensi. Un Salice Salentino rosso, per essere considerato pregiato, matura fra i 3 e i 4 anni. Le botti assicurano di certo maggiore qualità. Tuttavia, anche la bottiglia o la vasca d’acciaio si dimostrano opzioni prese in considerazione dai professionisti del settore.

Se l’affinamento dura 2 anni, di cui 5 mesi in botte, il Salice Salentino può beneficiare della specificazione di “Riserva”. Tenendo conto del livello di qualità del vino, la sua conservazione ideale va dai 5 ai 10 anni.

Il Salice Salentino Rosato, si differenzia dalla precedente versione, perché la migliore resa la offre da giovane. Tuttavia, lo si può conservare sino a 2 anni. A seguito di un affinamento di durata variabile dagli 8 ai 12 mesi, questo vino rosato sviluppa un sapore armonico e fresco. Lo stesso dicasi per il Salice Salentino Bianco, caratterizzato da un colore giallo paglierino davvero unico.

Salice Salentino rosso: composizione e direttive da conoscere

Per gli appassionati di vino, la composizione del Salice Salentino rosso è soggetta a specifiche direttive che è bene conoscere a fondo: sia i rossi sia i rosati, indipendentemente dal vitigno, devono essere prodotto con uve della varietà Negramaro per il 75%. L’uva che in genere viene aggiunta è la Malvasia Nera, i cui quantitativi non possono però oltrepassare la soglia del 20% dell’uvaggio.

Per gli amanti del buon vino, il Salice Salentino DOC merita di essere scoperto. Proprio come il Salento, terra bellissima dove soggiornare.

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