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La primavera è sinonimo di rinascita e, in Salento, questa meravigliosa stagione vede gli splendidi paesaggi svegliarsi alla luce chiara di un sole più caldo, con distese di spighe e prati che si illuminano di margherite e calendule e mimose.

Vivere il Salento in primavera significa godersi la bellezza dei luoghi e la loro storia, in totale relax e godendo di temperature assai gradevoli. Ecco come trascorrere una vacanza nel Salento durante la stagione dei fiori.

A spasso per la natura

Questa incantevole terra in primavera permette di scoprire, ad esempio, le bellissime aree naturali che abbondano in Salento, senza soffrire della calura estiva. A nord di Porto Cesareo e a due passi da “Torre Colimena“, si possono visitare le bellissime “Saline dei Monaci“, un tempo saline e oggi una riserva immersa nella profumata macchia mediterranea, dove tra dune e uliveti hanno trovato rifugio volatili vari, come i volpoche e i fenicotteri rosa, che offrono al visitatore uno spettacolo davvero emozionante.

Dalla parte opposta, sul litorale adriatico, la primavera irradia la stupenda “Baia dei Turchi“, situata nelle immediate vicinanze di Otranto, sulla cui bianca sabbia, baciata da un mare turchese, si dice siano sbarcati i turchi nel XV secolo, pronti ad assaltare Otranto. Proprio nei pressi di questa zona, sorge l’Oasi Protetta dei Laghi di Alimini: si tratta di due laghi, uno di acqua dolce e uno di acqua salata, abbracciati da castagni d’acqua, canneti e dalla gialla erba vescica e habitat di moriglioni e folaghe. Nell’oasi è possibile fare escursioni di vario tipo, dedicarsi ad attività di trekking oppure a passeggiate a cavallo, a piedi o in bici.

Luoghi d’arte e località marine

Tra le mete ideali per scoprire le bellezze salentine nella luminosa stagione primaverile, c’è sicuramente Lecce, sublime tempio dello stile architettonico ed artistico del barocco: passeggiare nelle tiepide serate, permette di ammirare vicoli, palazzi e chiese, come il “Duomo di Maria SS. Assunta” e la magnifica “Basilica di Santa Croce“, dalla sfarzosa e spettacolare facciata barocca.

Senza dimenticare “Piazza Sant’Oronzo“, un vero piacere per gli occhi, con l’anfiteatro romano del II d.C., sovrastato dalla colonna sulla quale si erge la statua del patrono a vegliare sulla città. La primavera è il periodo ideale per visitare anche quelle cittadine che godono ancora di quella placida quiete, prima della frenesia estiva.

È il caso della bellissima Otranto, presso la quale si possono ammirare le aurore più belle dai bastioni del “Castello Aragonese“, affacciati sul porticciolo del paese, o dal faro di “Capo d’Otranto“, dove cielo e mare si uniscono. Un altro meraviglioso posto dove ammirare l’alba, che spesso delinea il confine delle montagne dell’Albania, è la pittoresca Castro Marina, il cui grazioso porticciolo è osservato dall’alto da Castro Superiore, borgo che si sviluppa come un presepe su una collinetta.

Al contrario, la costa ionica regala dei tramonti mozzafiato: a Gallipoli si può passeggiare per le vie del bel centro storico sorseggiando un aperitivo, quando il calar del sole colora di arancione tutta il bellissimo centro storico e il litorale sabbioso.

Primavera in festa

In primavera, il Salento si colora delle feste patronali, alcune assai antiche, come quella di Sannicola nel leccese, dove a metà maggio si svolge la festa “Lu Masciu“: si tratta di una vera festa della primavera dove, per propiziare prosperità e amore eterno, i giovani in abiti seicenteschi giungono nella piazza del paese su carretti agghindati con frutta e fiori, e qui si scambiano doni e promesse d’amore, proprio come facevano in passato secondo il costume bizantino. Il corteo giunge poi, tra musicanti e sbandieratori, sulla panoramica “Serra di San Mauro” dove, presso l’antichissima Abbazia di San Mauro, iniziano degustazioni e balli.

Un rito radicato nella cultura salentina che simboleggia la condivisione e la carità è poi quello delle “Tavole di San Giuseppe“: il 19 marzo in moltissimi paesi, tra cui Giurdignano – il paese dei dolmen e dei menhir, nelle piazze e nelle case vengono imbandite tavolate con cibi della tradizione, tra cui finocchio e arancia, pasta fatta in casa e cipollotti selvatici, con il quadro del santo circondato da candele e fiori.

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