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Uno dei piatti che più rappresentano il Salento è senza ombra di dubbio la Frisa. La “Friseddha”, come viene chiamata in dialetto salentino, è un piatto semplice e fresco, immancabile sulle tavole estive dei salentini, ed è uno dei piatti tipici salentini che maggiormente desta curiosità tra i turisti.

Cos’è la Frisella?

La Frisella salentina non è altro che pane di piccole dimensioni, composto da farine locali, tradizionalmente fatta con farina di grano duro, che vengono impastate con acqua, lievito e sale, in forme circolari. Il pane subisce una doppia cottura, fino a ottenere una specie di pane tostato che, per essere mangiato, ha bisogno di essere prima “sponzato” ossia bagnato in acqua. Successivamente viene condito in primis con olio, sale e pomodori, e poi con tutto ciò che la straordinaria tradizione culinaria salentina offre.

Il Pane dei Crociati

La leggenda sull’origine della Frisa narra che fosse uno degli alimenti essenziali per i crociati, che partivano da Otranto o da Brindisi per raggiungere la Terra Santa. Infatti i militari intraprendevano un viaggio tutt’altro che breve, di conseguenza avevano bisogno di viveri in grado di resistere al viaggio nel migliore dei modi, la frisa era uno di questi.

Successivamente, la Frisella, venne utilizzata dai contadini e dai pescatori come alimento prediletto su cui fare sempre affidamento. Addirittura i pescatori, bagnavano la frisa direttamente con l’acqua salata del mare.

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