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Le tradizioni hanno tutte un ruolo fondamentale nella cultura salentina, ma alcune sono davvero particolari e meritano un’analisi appropriata.

Stiamo parlando delle cosiddette “Feste del Fuoco”, eventi tradizionali del Salento che impiegano l’elemento naturale del fuoco come simbolo di rigenerazione e di purificazione.

L’idea del fuoco purificatore si accompagna alla celebrazione della memoria di un Santo molto amato nel territorio del Salento, e considerato fondatore del monachesimo: Sant’Antonio Abate.

Una delle Feste del Fuoco più note è quella che si tiene proprio in onore di questo Santo, la cui celebrazione cade il 17 gennaio. In questa data in tutto il Salento si accendono le “focare”, ovvero i falò, utilizzando gli scarti derivati dalla potatura degli ulivi.

La festa di Sant’Antonio è una delle più famose ed amate fra la popolazione salentina, ed è proprio lei a dare origine alle “focare” che illuminano la notte di questa regione in gennaio. Probabilmente oltre che all’elemento religioso, questi eventi possiedono un forte intento propiziatorio, quello cioè di augurare un inizio del nuovo anno che sia favorevole per le attività economiche.

Durante le giornate della Focara si può assistere alla tradizionale benedizione degli animali, e gustare alcuni dei piatti tipici della ricchezza gastronomica salentina, fra cui dolci natalizi ed il famoso Moscato.

Le tradizioni che hanno ad oggetto il fuoco sono pratiche ancestrali ormai assai radicate fra la popolazione del Salento; durante le Focare, i bambini si dilettano nel giocare attorno ai fuochi, mentre gli adulti organizzano grigliate e si scambiano storie ed aneddoti alla luce dei falò, oppure si intrattengono con balli e canti.

La “Focara” nella Divina Commedia

Dante_Doré
Fonte immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Focara

Quel traditor che vede pur con l’uno,
e tien la terra che tale qui meco
vorrebbe di vedere esser digiuno,

farà venirli a parlamento seco;
poi farà sì, ch’al vento di Focara
non sarà lor mestier voto né preco.

Canto XXVIII: VIII cerchio, IX bolgia: i seminatori di discordia

Le focare rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale per la regione del Salento, nonché un’eredità storica fondamentale, tanto che sono state citate persino da Dante nel suo XXVIII canto dell’Inferno

La “Focara di Novoli” è un’altra tradizione rinomata e sempre dedicata al Santo di cui prima, la cui origini si perdono nella notte dei tempi, tanto che non è possibile comprendere se si tratti di una festa religiosa o pagana: probabilmente si tratta di una commistione di questi due elementi plasmata nel corso dei secoli.

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