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Porto Selvaggio è una delle spiagge del Salento che incanta non solo per la sua bellezza, ma di recente ha catturato l’attenzione di turisti e abitanti locali per un particolare fenomeno che si può osservare nelle sue acque di notte e che è diventato oggetto di studio nei settori di competenza. Scopriamo di più!

Una spiaggia unica

Il fenomeno naturale è quello della luminescenza notturna di minuscole alghe, scientificamente conosciute con il nome di Noctiluca scintillans, che periodicamente mettono in scena uno spettacolo della natura unico.

Accade, infatti, che la notte le acque di Porto Selvaggio si colorino di un blu elettrico fluorescente, che si può ammirare poco al di sotto dell’acqua e che è unico nel suo genere, almeno per quanto riguarda l’Italia. Un fenomeno simile è stato registrato anche a Hong Kong e vederlo da vicino è incredibilmente emozionante.

Il motivo per cui queste alghe diventano blu risiede in una reazione chimica all’acqua, che avviene quando la temperatura si innalza. Le alghe, che riproducono il cosiddetto fenomeno della “bioluminescenza”, sono anche chiamate “fuoco di mare” e di giorno appaiono di colore verde o rosso, in base al tipo di nutrimento rispettivamente di plancton o di uova di pesce e diatomee.

Le acque basse e tiepide vicine alla riva, dove i leggeri flutti si infrangono verso gli scogli e dove si formano naturali piscine, sono l’oggetto di foto spettacolari che gli avventori sono ansiosi di scattare al calar della notte.

Porto Selvaggio, come suggerisce il nome stesso, è un angolo del Salento che offre uno scenario paesaggistico prorompente, che va dalla Torre dell’Alto sulla scogliera alla piccola spiaggia raggiungibile dopo una piacevolissima camminata in mezzo alla vegetazione verde e florida.

Le bellezze di Porto Selvaggio

Le bellezze di Porto Selvaggio sono preservate dal parco naturalistico regionale omonimo, dove tanti turistici e gente del luogo si avventura per fare trekking e ammirare il panorama da cartolina. Le acque si presentano con tutte le sfumature dell’azzurro e la baia riparata permette di mantenerle quasi sempre calme.

Vale la pena percorrere il tragitto che porta anche alla vicina baia di Uluzzo, tra sentieri e sali-scendi che si avvicendano fino alla spiaggia, tra i profumi della macchia mediterranea, il canto delle cicale e un caldo sole.

La Torre dell’Alto risale al ‘500 e fa parte del sistema difensivo costiero fatto costruire da Carlo V contro le incursioni dei Saraceni. La stessa torre, in ottime condizioni ancora oggi, troneggia dalla scogliera alta 51 metri e viene detta anche “della dannata”, in quanto la leggenda narra che fosse il luogo dal quale venivano gettati i condannati a morte. Questi non avevano scampo perché venivano gettati sugli aguzzi speroni di roccia, tipici di questa parte di costa salentina.

Sia da Porto Selvaggio che dalla Baia di Uluzzo molti sono i bagnanti che si divertono con i tuffi da un’altezza di circa 5 metri, sfruttando gli scogli facilmente raggiungibili. Non lontano, il consiglio è quello di visitare la suggestiva “Grotta del Cavallo“, che prende il nome da ritrovamenti di resti di animali, ma anche umani, risalenti a 120 mila anni fa. Si tratta di uno dei siti archeologici più importanti della Puglia, con tracce anche rupestri della presenza in questi luoghi dell’uomo di Neanderthal.

Interessante anche il sito di Serra Cicoria, dove è stato ritrovato vasellame e utensili di uso quotidiano della stessa epoca. All’interno del Parco Naturale di Porto Selvaggio, infine, si può ammirare anche una zona paludosa, quella “del capitano”, dove si incontrano l’acqua di mare e quella dolce della falda freatica, creando un habitat incantevole.

 

Fonte Immagine: www.quotidianodipuglia.it

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