2461
2461

Il 19 marzo è il giorno della festa di San Giuseppe, sentita in tutta Italia non solo per la sua valenza religiosa, ma anche perché è un’occasione per festeggiare tutti i papà.

In alcuni comuni del Salento questa festa è legata ad una tradizione molto particolare e caratteristica. È il caso di Uggiano La Chiesa, piccolo centro nelle vicinanze di Otranto, in cui si celebra il rito delle Tavole di San Giuseppe.

Con il termine “Taule” (“tavole” in dialetto salentino) si indica un banchetto che veniva offerto dagli abitanti di Uggiano in onore di San Giuseppe per devozione oppure per richiedere una grazia.

Nel Medioevo, il 19 marzo i Signori feudali offrivano una sorta di banchetto di carità alle persone più bisognose, che in piazza potevano almeno per un giorno accedere ad un pasto più sostanzioso.

La tradizione delle tavole di San Giuseppe

Secondo tradizione, gli abitanti di Uggiano La Chiesa preparano per diversi giorni le pietanze e le location, destinate ad ospitare paesani e turisti che parteciperanno alla festa. I più devoti aprono le porte della loro casa al resto della comunità già la sera del 18 marzo, quando ricevono la benedizione del parroco, nel corso della processione che sfila per le strade del paese.

Lunghe tavolate sono allestite nella sala più grande delle abitazioni, dove è possibile trovare un’effige del Santo, circondata da ceri accesi e da fiori.

È molto interessante partecipare alla “tavolata dei Santi”, una specie di rappresentazione simbolica, in cui alcune persone interpretano il convivio dei Santi, per invocare la protezione e l’assistenza dello Sposo di Maria. Il numero dei commensali deve essere sempre dispari: essi possono essere solo 3 (San Giuseppe, Madonna e Gesù Bambino) o al massimo 13. In questo rito, il personaggio di San Giuseppe siede sempre a capotavola e decide l’inizio e la fine del banchetto con un simbolico picchettare della forchetta sul piatto, mentre un folto numero di persone accompagna il pasto recitando il rosario.

Le pietanze

I pasti legati alla festa di San Giuseppe appartengono alla tradizione culinaria salentina. Il piatto più importante e incredibilmente gustoso è rappresentato dai “vermiceddhri con ceci, che in altre zone del Salento è conosciuto come “ciciri e tria” o “massa”. Si tratta di una specie di piccole tagliatelle preparate in casa, con un semplice impasto di acqua e farina. Sono condite poi con ceci e, in alcune versioni, arricchite con cavoli, cannella, chiodi di garofano e pepe.

Molto caratteristici sono anche i pani, ossia grosse forme di pane di 5 e 7 chili (in origine preparato dalle massaie), che sono posti sulla tavola con al centro finocchi e un’arancia. Inoltre, è possibile gustare verdura bollita, pesce fritto, pittule, (impasto di pane fritto), stoccafisso in umido e cipollotti col fiocco (in salentino, chiamati lampasciuni). Non mancano olio e vino di produzione artigianale.

La partecipazione alle Taule di San Giuseppe è un’esperienza molto bella, non solo perché permettere di gustare importanti piatti salentini, ma anche perché è un’occasione per poter vivere questa importante festa all’insegna della condivisione e dell’accoglienza, immergendosi in una delle più affascinanti usanze del Salento.

In questo articolo