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Il borgo di Patù si trova nel basso Salento e, precisamente, nell’estremità meridionale del  Capo di Leuca. Sorge, probabilmente nel 924, su un declivio tufaceo, vicino ai resti della città messapica di Veretum (distrutta dai Saraceni nel IX secolo), di cui oggi sono ancora visibili alcune testimonianze.

L’intero territorio di Patù è sottoposto a vincolo paesaggistico per i tesori che conserva e per la composizione della flora.

La Festa del Km0

Il 6 agosto, dalle ore 21, questo delizioso borgo, ricco di storia e tradizioni, ospiterà la prima Festa del km 0alli puzzi“.

L’associazione culturale “Li quattru catti“, che organizza e promuove questo evento, vuole diffondere il rispetto per l’ambiente e far conoscere i prodotti biologici a km 0, di cui il Salento va, giustamente, orgoglioso. Partecipando a questa festa che si preannuncia interessante sotto molteplici profili, potrete entrare in contatto e fare la conoscenza di aziende e produttori locali che, in una vetrina ideale, esporranno prodotti dell’artigianato creativo locale, prodotti vegani, a filiera corta, nonché biologici.

L’evento, che ci si augura sarà capofila di una lunga ed evolutiva serie, ha come obiettivo principale quello di incentivare un consumo etico, consapevole e responsabile attraverso la conoscenza delle realtà del territorio.

Potrete, inoltre, gustare le ottime pietanze della tradizione culinaria salentina grazie al buffet auto prodotto (a offerta) e alle proposte di degustazione offerte dagli stand che caratterizzano il mercatino “a Km0”. Non manca il sottofondo musicale di pizzica salentina, che mantiene fede alla filosofia delle realtà territoriali e vi permetterà di ballare con le note ritmate del canto tradizionale.

Patù: un tuffo nella storia

Il borgo di Patù, grazie alla sua millenaria storia, offre diverse attrattive monumentali da visitare. Tra i più importanti, segnaliamo Palazzo Romano, dove potrete ammirare la mostra archeologica; i ruderi del castello messapico; l’edicola votiva di Sant’Aloia (chiamata localmente Cunedda di Sant’Aloia): cunedda vorrebbe dire piccola icona. Si farebbe riferimento a Sant’Eligio che in latino era chiamato Aloysius e i diversi frantoi ipogei che appartengono all’antica attività agricola del paese.

Altro luogo da visitare è la Chiesa di San Giovanni Battista, fatta costruire nella piana denominata Campo Re, tra il X e XI secolo, per commemorare la terribile battaglia avvenuta il 24 giugno 877, fra cristiani e saraceni.

Caratteristico, il monumento funerario dell Centopietre. Riferibile al IX secolo, venne eretto per accogliere le spoglie del cavaliere Geminiano, il quale fu trucidato, poco prima dell’inizio della battaglia del 24 giugno, dai saraceni. Costruito con cento blocchi di roccia calcarea, probabilmente provenienti dalla città di Veretum, all’interno le pareti ospitano diversi strati di affreschi, di stile religioso, risalenti al XIV secolo.

Nell’area extraurbana, troviamo tratti delle mura della città messapica di Vereto e la chiesa rupestre di Sant’Elia, che conserva la cripta dedicata al Santo, realizzata dai monaci Basiliani, fra l’VIII e il IX secolo.

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