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Il Salento è diventato sinonimo di divertimento, relax, buona cucina e paesaggi mozzafiato ed è, per questo motivo, meta ambita da molti turisti, soprattutto nel periodo estivo. Eppure, quelle stesse acque limpide e cristalline che diventano fonte di piacevoli sensazioni, hanno regalato agli abitanti salentini una notevole sorpresa.

Lo scorso dicembre, infatti, è stata recuperata dai fondali dell’oasi di Porto Cesareo un’imbarcazione in legno, lunga più di 18 metri e larga 4,5. Il relitto risale ad un periodo compreso tra il XII e il XIII secolo, stando agli studi condotto da Cristiano Alfonso, archeologo subacqueo del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento, ed è stato rinvenuto grazie alla segnalazione del pescatore Pasquale De Braco. L’uomo ha rivelato di aver visto sul fondale delle fasce di colore scuro che aveva in un primo momento ricondotto all’accumulo di foglie di posidonia. Poi, avendo capito che erano bande di legno facenti parte di un relitto, ha contattato la Capitaneria di Porto e l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo che hanno provveduto al recupero.

Questa scoperta conferisce particolare valorizzazione storica-archeologica alla località di Porto Cesareo e certamente sarà oggetto di studi e di ricostruzioni storiche, non solo per le vicinanze al villaggio di pescatori d’età medievale, ma anche per la presenza di altri reperti storici.

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